Risposta definitiva dal Mediatore Parlamentare

da_DKen_GBit_IT

La famiglia Terrida, dopo aver ricevuto la risposta che respingeva le responsabilità da parte dell’Istituto Nazionale della Sanità, tramite il Mediatore parlamentare, nel febbraio 2015, Marianne e Denis hanno deciso di avviare una nuova denuncia(1): non erano disposti a fermarsi e desideravano ancora impedire che si verificassero nuovi suicidi come nel caso di Danilo. Ma gli anni di lotta che ancora si prospettavano(2) minacciavano di indebolire la loro fiducia nel sistema danese e farli dubitare che un ente governativo avrebbe mai potuto assumersi la responsabilità dell’accaduto e ammettere gli errori commessi. Quello che Marianne e Denis avevano incontrato era un sistema in cui i vari istituti si proteggevano a vicenda e dove coloro che avrebbero dovuto rappresentare la persona comune al cospetto del sistema, avevano, invece, preso come valide le asserzioni del sistema stesso e non avevano avuto il tempo, la capacità e la volontà di indagare a fondo il caso.

Trattamento del caso posticipato e lento.

Più volte l’avvocato di famiglia ha sollecitato la risposta del Mediatore(3), e più volte alla famiglia è stato detto che le procedure del caso erano in ritardo.

Nel giugno del 2015 il Mediatore ha richiesto al Ministero della salute la risposta agli interrogative di Marianne e Denis, ma nel settembre 2015, quando il Ministero è stato sollecitato a rispondere, si è scoperto che lo stesso aveva smarrito la richiesta(4) iniziale inviata dal Mediatore, che quindi ha dovuto essere inoltrata di nuovo, causando un`ulteriore ritardo nella pratica.

Nel febbraio del 2016, non essendoci ancora risposta dal Ministero della Salute; la si è sollecitata(5) a metà aprile, da che il ministero si è impegnato a rispondere all’inizio della settimana successiva.

L’Istituto nazionale della sanità ha indagato le proprie inadempienze.

Il 29 aprile 2016 è arrivata la risposta definitiva del Ministero della sanità(6) che riaffermava l’impossibilità di individuare, in modo chiaro e inequivocabile, il momento in cui si potesse affermare con sicurezza che la prassi terapeutica in questione potesse implicare un rischio significativo per la sicurezza del paziente. Allo stesso tempo, il ministero affermava che l’Istituto nazionale della sanità aveva dichiarato, come già nella sua prima risposta, che il cambiamento delle istruzioni era dovuto alle conoscenze accumulate nel corso di diversi anni.

Niente di nuovo sotto il sole per Marianne e Denis, considerando che la risposta proveniva comunque dallo stesso organismo che, secondo la famiglia Terrida, inizialmente aveva commesso degli errori. Tuttavia si può solo immaginare la forte delusione di Marianne e Denis nel dover constatare che un’istituzione autonoma come il Mediatore Parlamentare non solo non abbia indagato autonomamente il caso, ma si sia rivolto alla parte sotto accusa, accettandone le attestazioni come veritiere e conclusive. In un processo non si chiede solo ed unicamente all’imputato!

 

Niente casi complicati per il Mediatore … solo casi facili, grazie!

Nel giugno 2016 la famiglia Terrida ha rinnovato la denuncia al Mediatore(7), corredandola di una valutazione del Centro Nordico Cochrane(8), e nel mese di agosto dello stesso anno ha ricevuto la risposta definitiva(9): Il Mediatore ha escluso la volonta di aprire un’indagine in quanto non avrebbe cambiato le linee guida esistenti né avrebbe avuto effetti futuri, visto che le line guida erano già state modificate. Inoltre, le attestazioni dell´Istituto della Sanita si basavano su una valutazione medica che il Mediatore, con le sue conoscenze, non si sentiva in grado di verificare.

Marianne e Denis continuano a porsi tante domande per le quali si aspettavano sostegno e risposte dal Mediatore Parlamentare. Quale conforto puo dare ai cittadini l’avere un Mediatore se questi non “si sente in grado di verificare “i casi complessi? I cittadini – che indubbiamente hanno meno risorse a disposizione, come potranno mai affrontare il sistema che ha commesso degli errori?

Chi ha la competenza per verificare il sistema – o, in realtà, il sistema ha la facoltà di prevaricare la gente comune? La famiglia Terrida si pone questi interrogativi e ritiene futile avere un Mediatore quando questi non esamina i casi complessi. Come possono I comuni cittadini dimostrare i gravi errori compiuti in casi come questo? E se l’ambito della salute è troppo difficile da capire per il Mediatore Parlamentare, perché non è prevista la figura di un Mediatore per la sanità – così come si dibatte la possibilità di un mediatore per le questioni riguardanti gli anziani? La salute – con questioni di vita o morte – non è sufficientemente importante?

Il Sistema copre le proprie inadempienze.

Per Marianne e Denis, questo è stato un incontro scoraggiante con il sistema danese. Denis, di origine italiana, era convinto che se c’è un Paese al mondo in cui i cittadini hanno la possibilità di essere ascoltati, in cui una tale lotta può effettivamente essere vinta dal “piccolo” individuo, questo è la Danimarca. Ma si sbagliava. E oggi puo solo constatare le carenze nella tutela giuridica del cittadino. Sia lui che Marianne si trovano oggi a dubitare che I cittadini possano avere voce nel sistema giuridico danese quando- come nel caso di Danilo- riscontrano i trattamenti medici errati a causa dell’incompetenza dei medici generici e degli organismi del settore sanitario. Come possono i cittadini ottenere effettivamente un aiuto?

Marianne e Denis si aspettavano il sostegno del Mediatore Parlamentare, ma possono unicamente constatare che il Mediatore si è semplicemente rivolto all’ Istituto Nazionale della Sanità per conoscerne le conclusioni sul caso. A questo punto, la si può considerare un’indagine se il Mediatore non mette in atto alcuna ricerca autonomamente? Perché il Mediatore ha chiesto solo la valutazione dell’Istituto Nazionale della Sanità, sapendo che lo stesso non ha tenuto conto degli studi sul settore(10), che concludono che gli antidepressivi erano e sono pericolosi per i bambini ed i giovani ?. Trattasi di ricerche che sono di dominio pubblica da almeno 10 anni. E perché il Mediatore accetta che il trattamento con antidepressivi sia tuttora nelle mani dei medici generici che non dispongono della dovuta preparazione scientifica in materia? Questi sono alcuni degli interrogativi senza risposta per la famiglia Terrida, dopo anni di lotta per correggere alcune delle inadempienze che hanno causato la morte del proprio figlio.

 

Qual é la situazione attuale di Marianne e Denis ?

Marianne e Denis hanno esaurito ogni possibilità di far ammettere ai rappresentanti del sistema danese le responsabilità per l’errato trattamento medico del figlio e non dispongono di ulteriori risorse per far modificare le direttive del Istituto Nazionale della Sanita riguardo agli antidepressivi. Linee guida che Marianne e Denis ritengono possano costare la vita a molti giovani ancora, perché tuttora non escludono che i medici generici possano liberamente prescrivere farmaci antidepressivi, nonostante i ben documentati rischi che ne derivano.

Di seguito le richieste della famiglia Terrida:

– che l’Istituto Nazionale della Sanità riconosca che molto prima del novembre 2014 sarebbe dovuto intervenire e modificare le line guida dei farmaci antidepressivi per i giovani dai 18-24 anni di età. Questo è altamente criticabile. L’Istituto è per questo venuto meno alle proprie responsabilità e competenze.

– l’Istituto Nazionale della Sanità riconosca che, non è corretto che non fosse possibile individuare con chiarezza quando sussistevano sufficienti informazioni scientifiche al riguardo. L`Istituto ha la competenza ed il dovere di emettere ed aggiornare le linee guida.

– l’Istituto Nazionale della Sanità riconosca come stia unicamente cercando di sottrarsi alle proprie responsabilità, quando considera le sue linee guida unicamente un contributo interpretativo ai medici.

 

 

 

 

La famiglia Terrida stà ancora cercando di dare un senso ad un atto così insensato, ed ha così deciso di rivolgersi direttamente al Mediatore Parlamentare:

 

 

 

 

 

 

 

Caro Mediatore Parlamentare,

È importante che tu comprenda l`ingiustizia che è stata commessa in relazione alla morte di Danilo e che capisca cosa pretendi di ignorare escludendo di indagare ulteriormente.  

Questi i dati di fatto che pretendi di ignorare:                         

–   Che i medici generici possono prescrivere gli antidepressivi senza effettuare una vera e propria diagnosi

–   Che gli antidepressivi siano prescritti senza l´accetto consensuale del paziente

–   Che non ci sia un effettivo controllo del paziente, nonostante la pericolosità del farmaco

–   Che gli antidepressivi vengano prescritti ai giovani, senza che i famigliari ne siano informati – nonostante le direttive richiedano il coinvolgimento della famiglia. Il medico che ha curato Danilo viene assolto dall’accusa per questa inadempienza; non ha parlato con i famigliari a causa del segreto professionale, sebbene in ambito psichiatrico professionale si faccia il contrario, cioè si solleciti il coinvolgimento dei familiari.

–   Che il medico di Danilo non ha rispettato il diritto di accesso ai documenti – ed ha modificato la cartella clinica, prima di inviarla al difensore civico del paziente.

  • Che il medico legale non ha valutato in nessun modo se il farmaco avesse avuto un ruolo nel suicidio di Danilo

 

  • Che il Difensore Civico del paziente ha considerato valide le modifiche del medico nella cartella clinica, nonostante fossero state aggiunte cinque mesi dopo che ne avevamo richiesto e ricevuta una copia

 

 

  • Che il difensore civico del paziente nel gestire la denuncia ha attribuito a Danilo una nuova e più grave diagnosi, per così giustificare la prescrizione del farmaco antidepressivo del medico generico.

 

  • Che l’Istituto Nazionale della Sanità già nel 2010 aveva informato l’Organizzazione mondiale della sanità che la gran parte dei medici generici danesi non sono qualificati alla diagnosi e la prescrizione dei farmaci antidepressivi – ciò nonostante a continuato a permetterne la prescrizione ai medici generici.

 

 

  • Che l´Istituto Nazionale della Sanita cerca di coprire i propri errori e mancaze

cuando afferma che fino al 2014 non c’era materiale sufficiente sul rischio di suicidio causato dagli antidepressivi. Questo nonostante l´Istituto stesso 10 anni prima (2004) abbia imposto che questo rischio fosse aggiunto nell´opuscolo degli antidepressivi

–   Che l’Istituto nazionale della sanità solo nel 2014 reagisce ai numerosi e forti avvertimenti contro gli antidepressivi, già pubblici dal 2003, emanando delle nuove linee guida

–   Che le nuove linee guida per il trattamento di adolescenti e giovani con farmaci antidepressivi non escludono comunque che i medici di base, non ancora dotati delle conoscenze necessarie in psichiatria, possano prescrivere i pericolosi farmaci, con il pretesto di situazioni di emergenza. Fintanto che sussiste tale possibilità, le migliorie effettuate sono poco significative se non inutili. Non vediamo come tu, Mediatore Parlamentare, possa essere degno di fiducia nelle tue funzioni, se ti rivolgi solo all’Istituto e al ministero che sostengono il medico generico, non specializzato in psichiatria, che ha prescritto il pericoloso farmaco a Danilo.

–   Che noi abbiamo documentato tutto in questo caso (www.daniloforlivet.dk ). I nostri interlocutori non documentano nulla, eppure le loro parole hanno più peso delle nostre. Perché? E perché non abbiamo avuto la possibilità di incontrare un´ autorità? Tutta la comunicazioni deve svolgersi attraverso lettere ed e-mail presso il nostro avvocato: vi aspettate che i cittadini comuni abbiano le risorse per farlo?

Caro Mediatore Parlamentare, nel mondo reale, ovunque nella società, si pagano le conseguenze o si viene penalizzati con i punti sulla patente quando si violano le leggi. Per i reclami o le dispute che arrivano al tuo tavolo, non esiti ad operare drasticamente, anche riguardo ad istituti, ministri e ministeri, ma quando si tratta di assistenza sanitaria, non apri neppure una vera e propria indagine.

In conclusione, vogliamo sottolineare la disponibilità di numerose informazioni e studi approfonditi e verificati sull’argomento, come abbiamo appurato personalmente. Perché non hai fatto uno sforzo in questo senso? Le nostre ricerca confermano che dopo il 2008 e il 2014 non vi sono state ulteriori scoperte ma solo un continuo confermare le precedenti. Questo, a nostro parere, mette in evidenza che le line guida sono state modificate solo nel 2014, perché i media hanno fatto pressione dopo la pubblicazione di casi come il suicidio di nostro figlio (2011).

Riteniamo che mai potra essere una tua scelta, ben sí un tuo preciso dovere di riprendere il caso di Danilo e esprimere una critica per gli errori e le ingiustizie commesse, senza futili alibi come “il mondo è diverso oggi “  soprattutto in casi chiari come questo, in cui anche le persone prive di una competenza medica possono chiaramente notare i molti errori commessi.

Caro difensore civico parlamentare, errare è umano, e l’incompetenza, la negligenza e le inadempienze possono essere e sono criticabili ma non é ammissibile che si manipoli intenzionalmente la verità, con lo scopo di coprire le proprie azioni e responsabilita´.

Cordiali saluti

Marianne e Denis Terrida