Ministero della sanitá

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Atteggiamento passivo del ministro della sanità.

La famiglia Terrida, consapevoli che i medici di base in realtà non hanno nessuna restrizione e possono prescrivere i farmaci antidepressivi, con comprovati effetti collaterali pericolosi a pazienti al di sotto i 25 anni, ha cercato più volte di rendere consapevole del problema il ministro della sanità. A tale scopo, ha richiesto che Jane Heitmann, membro parlamentare del Partito Liberale “Sinistra”, ponesse due domande del tipo denominato “paragrafo 20” al ministro della sanità Pia Olsen Dyhr. In seguito, la famiglia stessa ha rivolto una domanda scritta al ministro.

Risposta politica.
La famiglia Terrida considera le risposte del ministro insoddisfacenti e – com’è tipico per i politici – ritengono che il ministro non affronti “il nocciolo” della domanda, e il dato di fatto che i medici di base possono continuare a prescrivere i farmaci antidepressivi, notoriamente pericolosi. Denis e Marianne possono constatare che i diversi ministri della sanità negli ultimi anni hanno eluso la propria responsabilità non esigendo che l’Istituto nazionale della sanità modificasse le vaghe linee guida in questione.
La famiglia Terrida si sente ignorata, insieme alle altre famiglie che, per sempre saranno segnate dal suicidio o tentato suicidio dei propri figli, a causa di una irresponsabile somministrazione di farmaci antidepressivi.
Marianne e Denis hanno scelto di pubblicare qui di seguito il testo integrale delle domande e le risposte del ministro della salute.


Domanda S 2768 del 29 marzo 2012:
“È opportuno, secondo il ministro, che i medici di base possano redigere ricette mediche ai pazienti depressi in base ad una consultazione telefonica – senza una previa consultazione e diagnosi – e in caso contrario, quali misure intende adottare per arginare tale eventualità?

Risposta del ministro:
“Naturalmente non ritengo opportuno che vi siano dei casi in cui i medici prescrivono farmaci antidepressivi (sic) per telefono senza una previa consultazione e diagnosi. Devo sottolineare che è già espresso dalle linee guida dell’Istituto nazionale della sanità, che in circostanze normali una consulenza telefonica non è premessa sufficiente per la prescrizione di farmaci antidepressivi. Informo che l’Istituto nazionale della sanità rielaborerà le suddette linee guida con raccomandazioni di comportamento clinico più esplicite. Infine, faccio notare che i medici per legge hanno il dovere di cura e coscienza – anche nel trattamento farmacologico.”


Domanda S 2766 del 29 marzo 2012:
“Essendo noto che l’aumento dei suicidi o delle tendenze suicide costituisce uno degli effetti collaterali dei farmaci antidepressivi, in particolare in relazione ai pazienti giovani, il ministro può delucidare quali iniziative intende mettere in atto per proteggere i giovani nel gruppo a rischio?”

Risposta del ministro:
Non conosciamo i motivi per il considerevole incremento del consumo di antidepressivi tra i bambini e gli adolescenti negli ultimi dieci anni, ma tale fenomeno desta preoccupazione, anche da parte mia. Pertanto, sono sodisfatta che l’Istituto nazionale della sanità abbia sottolineato ai medici di base che il trattamento di pazienti pediatrici giovani con i farmaci antidepressivi spetta ad uno specialista in psichiatria infantile e adolescenziale, come si elucida dalle linee guida della sanità sul trattamento farmacologico di bambini e adolescenti con disturbi psichici.
Si deve garantire ai pazienti pediatrici e agli adolescenti in terapia con i farmaci antidepressivi un attento monitoraggio dei sintomi suicidi. Oltre a ciò si offre ai pazienti un’azione terapeutica interdisciplinare complessiva che include tra l’altro degli interventi di psicoterapia e dei programmi di supporto educativo e sociale. Il governo considera prioritario il settore della psichiatria infantile e giovanile. In autunno abbiamo stipulato un accordo di investimento sociale, che prevede nei prossimi 4 anni l’impiego di un ammontare di 100 milioni di corone per aiutare rapidamente i bambini e i giovani con disturbi psichici.
Inoltre, il governo richiede proprio alla commissione psichiatrica, di recente formazione, di elaborare proposte su come possa essere predisposto ed effettuato in maniera ottimale il trattamento dei pazienti affetti da malattie mentali, compresi i bambini e gli adolescenti. La commissione psichiatrica avrà anche il compito di analizzare più da vicino lo sviluppo del consumo di antidepressivi, anche tra i bambini e gli adolescenti.
Ritengo che le linee guida dell’Istituto nazionale della sanità sul trattamento farmacologico di bambini e adolescenti con disturbi mentali, l’ammonimento ai medici di base, il piano di investimento sociale che rinforza la psichiatria infantile e giovanile e il lavoro costruttivo della commissione di psichiatria, riescano a garantire sia ora che a lungo termine un alto livello di trattamento ai bambini e ai giovani con disturbi mentali tra i quali la depressione.


Domanda al ministro della famiglia Terrida, 1 maggio 2012.
Argomento nr. 1204326, domanda n. S 2766

“Le regole descritte nella vostra risposta, sono già prassi corrente, ma solo per i pazienti al di sotto dei 18 anni e non delucida la fascia d’età tra i 18 ei 25 anni, nella quale i giovani sono ancora più esposti alle influenze esterne e in contemporanea vogliono essere adulti e autosufficienti. Il foglietto illustrativo dei farmaci antidepressivi mette in guardia in particolare i minori di 25 anni. Quali azioni sono orientate verso questo gruppo? “

Risposta del ministero, 11 sett. 2012.
“Il ministero informa che ogni medico è tenuto ad agire con diligenza e coscienziosità nell’esercizio della sua attività professionale – anche in relazione alla prescrizione di medicinali, secondo la normativa sull’autorizzazione all’esercizio medico, paragrafo § 17. L`Istituto nazionale della sanità, nelle linee guida per i trattamenti con antidepressivi del 2000, ha messo in evidenza che il medico deve svolgere il trattamento con questi farmaci con diligenza e coscienziosità. L’Istituto nazionale della sanità ha informato il ministero che intende a breve rivedere le linee guida”.

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