Medico generico – OLE KNUDSEN

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Errore dopo errore del medico di famiglia
In otto minuti si può cuocere un uovo sodo. O prendere la metropolitana da Nørreport a Flintholm. Se sei un medico di base molto occupato, puoi anche arrivare a diagnosticare un paziente al telefono e prescrivergli una medicina pericolosa, in otto minuti. Ce ne sono voluti non più di otto al medico di famiglia di Danilo, Ole Knudsen, per diagnosticare la depressione di Danilo e prescrivergli un farmaco antidepressivo. Un farmaco che 11 giorni dopo gli sarebbe costato la vita. Otto minuti di conversazione telefonica sono bastati per diagnosticare la depressione di Danilo e prescrivergli il Sertralin. Secondo i normali standard professionali, un medico dovrebbe visitare personalmente il paziente almeno due volte prima di poter diagnosticare una depressione e iniziare il trattamento. Il fatto che Ole Knudsen abbia effettivamente parlato al telefono con Danilo un’unica volta ha violato le norme per il corretto esercizio medico nella prescrizione di antidepressivi.

Nessuna informazione ai genitori di Danilo.
Nonostante la giovane età e le condizioni di Danilo, Denis e Marianne non sono mai stati informati del farmaco prescritto al figlio. I ‘Istituto nazionale della sanità, nelle line guida ai medici generici sul trattamento della depressione, raccomanda invece che ” il medico faccia uno sforzo attivo per coinvolgere le famiglie nel percorso terapeutico, quando lo valuta opportuno e in conformità con il desiderio del paziente” , Ole Knudsen tuttavia ha scelto di non informare non solo Danilo, ma neanche i genitori, nonostante sia risaputo che le pillole della felicità incrementano le tendenze suicide, in particolare all’inizio del trattamento. Marianne e Denis si addolorano tuttora di essere stati all’oscuro della terapia e non aver potuto sostenere il proprio figlio in quel momento critico.

Danilo abbandonato a se stesso.
Dopo la conversazione di otto minuti, Ole Knudsen ha annotato nella cartella clinica, che Danilo era depresso e che avrebbe dovuto consultare un medico locale. I genitori di Danilo non riescono tuttavia a capire perché poi non abbia seguito Danilo assicurandosi che il paziente cercasse ulteriori cure mediche. Ciò è di vitale importanza, perché gli aveva prescritto farmaci che potevano aumentare il rischio di suicidio. Se il medico di famiglia riteneva che fosse talmente depresso da dover usare l’antidepressivo, come ha potuto lasciare a lui tutta la responsabilità per il trattamento? Denis e Marianne continuano a chiederselo, soprattutto perché la ricerca ha dimostrato quanto sia importante tenere particolarmente sotto osservazione i pazienti pediatrici giovani nei primi mesi di trattamento con antidepressivi.

Genitori ignari degli effetti collaterali.
Il giorno in cui Danilo si è tolto la vita, ha contattato un amico; gli ha detto del farmaco, e che tra l’altro gli dava problemi di sonno e gli causava malessere. Danilo si chiedeva che effetti avesse su di lui: non essendo stato informato in alcun modo sugli eventuali effetti collaterali; per cui ha convenuto con l’amico che gli avrebbe inviato il nome del farmaco e lui avrebbe indagato sugli effetti collaterali.

Bilag 3b - SMS

SMS ad un amico, 1 ora prima
Ring hvis du kan min ven –> Chiama se puoi amico mio

Ma il suo amico non ha mai potuto fare un’indagine sul medicinale, perché Danilo si è tolto la vita poco dopo. È contro ogni norma e buonsenso che a Danilo siano state omesse le informazioni sugli effetti collaterali del medicinale antidepressivo: non essendone a conoscenza, non poteva dare un consenso informato. Tale consenso è l`unica possibilità che ha il paziente per decidere autonomamente se desidera sottoporsi al trattamento prescritto dal medico ed è quindi un suo diritto fondamentale; solo così può, un paziente, con cognizione di causa accettare o rifiutare una terapia proposta dal medico.

2. Consenso al trattamento
Nessun trattamento può essere iniziato o proseguito senza il consenso informato del paziente, salvo diversa disposizione di legge o di regolamento istituiti ai sensi della legge. La legge § 6, paragrafo. 1

I genitori di Danilo sono indignati perché al figlio non sono state illustrate le possibili fatali conseguenze degli antidepressivi. Essendone all’oscuro, non poteva in alcun modo informarne i genitori, che per altro hanno sempre seguito da vicino la sua vita, e come Danilo, pensavano che il farmaco prescritto fosse relativamente innocuo.

Cartella clinica modificata.
I numerosi errori commessi dal medico di base di Danilo che Denis e Marianne hanno gradualmente scoperto, li hanno portati a rivolgersi al Difensore Civico, che è parte della Commissione Disciplinare cui competono i provvedimenti nei confronti dei medici. Quando il Difensore Civico ha chiesto al medico di base la cartella clinica di Danilo, Denis e Marianne hanno notato delle irregolarità. Un mese dopo la morte del loro figlio avevano richiesto e ottenuto, in via ufficiale, copia della cartella clinica. Ma la cartella che ora Ole Knudsen ha presentato al Difensore Civico contiene diverse modifiche e integrazioni. Nella cartella originale i genitori di Danilo potevano leggere che il collega di Ole Knudsen, il 30 settembre aveva visitato Danilo per una fascite plantare e prescritto una visita specialistica al riguardo, e in aggiunta prescritto un farmaco per l’acne.

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Cartella clinica originale

La nuova cartella clinica era stata modificata: in essa Ole Knudsen figurava come il medico che il 30 settembre aveva visitato Danilo ed aveva anche parlato con lui del suo stato d’umore constatando una lieve depressione.

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Cartella clinica modificata mandata al Difensore civico

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Cartella clinica modificata mandata all´Assicurazione pazienti

Marianne ricorda ancora che lei ha accompagnato Danilo dal medico il 30 settembre per ottenere una prescrizione per l`acne e la prescrizione ad una visita specialistica per il plantare. Era un fine settimana speciale in cui Danilo era a casa per festeggiare il suo 20 ° compleanno. Marianne ricorda, inoltre, che era un venerdì, e che dovevano affrettarsi perché Danilo potesse raggiungere lo specialista, il quale per combinazione avrebbe potuto concedere una visita lo stesso giorno. Quindi la madre aspettava fuori in macchina e tuttora sa che la visita del medico di famiglia è durata meno di 10 minuti, e dubita che il medico – non importa chi fosse – in quel breve lasso di tempo possa aver visitato Danilo per la fascite plantare, aver fatto una prescrizione per un consulto specialistico, una prescrizione contro l´acne e inoltre prendere in considerazione le sue condizioni psichiche. Per quale motivo Ole Knudsen ha operato quelle correzioni nella cartella clinica diversi mesi dopo la morte di Danilo? E perché ha sostituito il nome del medico alla consultazione il 30 settembre con il suo? Denis e Marianne ovviamente non lo sanno ma sospettano un deliberato tentativo di nascondere i propri errori e quindi proteggersi. Ole Knudsen poteva, così facendo, evitare provvedimenti disciplinari per aver agito in contrasto con le istruzioni per il trattamento con i farmaci antidepressivi, asserendo di aver personalmente visitato Danilo 14 giorni prima della prescrizione delle pillole della felicità e di aver fatto nella stessa occasione una valutazione della condizione psicologica di Danilo.
È di estrema importanza che il medico abbia personalmente visitato il paziente prima della prescrizione del farmaco e che nella visita in ambulatorio abbia effettuato la debita anamnesi per la depressione. Le linee guida in questo settore da parte dell’Associazione Danese di Medicina Generale indicano che “la diagnosi e il trattamento della depressione richiedono un percorso di consultazioni” (plurale), Solo se si verificano condizioni di depressione grave può essere necessario iniziare la terapia con i farmaci antidepressivi; i colloqui psicologici, al contrario, si avviano sin dalla prima visita. Nel caso di Danilo, se realmente si trattava di depressione, non era sicuramente una depressione grave; Ole Knudsen ha avviato solo il trattamento con gli antidepressivi, non proponendo una terapia a base di colloqui psicologici.

Ulteriori correzioni.
In risposta ai ricorsi della famiglia Terrida contro il medico Ole Knudsen nel sistema pubblico, il medico stesso ha presentato una sua relazione sul caso, in cui ha approfondito il contenuto della conversazione telefonica con Danilo. Sostenendo che Danilo aveva chiesto il suo aiuto quel giorno stesso ed ha pertanto respinto l’offerta di aiuto per il giorno successivo propostagli dal medico e che avevano convenuto – dopo avergli prescritto il farmaco – che Danilo andasse da un “medico locale subito il giorno dopo”. Denis e Marianne tuttavia continuano a dubitare delle note aggiunte: dal calendario risulta che, in entrambi i casi, il giorno seguente era un sabato – giorno di chiusura dei medici generici. Pertanto, si considerano tali note come ulteriori falsi da parte di Ole Knudsen. Nel rapporto si legge che: Danilo conosciuto per tristezza e depressione. Inoltre secondo Ole Knudsen, Danilo, da lui conosciuto, non è mai stato felice. Ma in realtà l’unico esempio precedente di umore instabile di Danilo, risale al 2008, quando, a causa di problemi legati all’inizio di un anno di studi in collegio, si è rivolto alcune volte allo psicologo. Il problema si è risolto quando a Danilo è stato permesso di cambiare camera ed ha così potuto allontanarsi dai quattro studenti con cui non legava. In quel periodo, a Danilo è stata diagnosticata una lieve depressione dal collega del suo medico di famiglia. Danilo è tornato al suo usuale stato d’animo, allegro e felice, quando il problema al collegio è stato risolto. Pertanto, Denis e Marianne non riconoscono l’immagine che il medico di Danilo stava ora cercando di attribuire al loro figlio nella sua relazione.

Nessuna conseguenza alle critiche delle autorità.
Nel 2013 La Commissione disciplinare ha criticato Ole Knudsen per diversi aspetti del trattamento di Danilo, tra cui la gestione della cartella clinica, la mancanza di consenso informato da parte di Danilo e la mancanza di assistenza dopo la prescrizione del farmaco potenzialmente pericoloso. Inoltre la Commissione di tutela pazienti lesi ha riconosciuto il suicidio di Danilo, come una conseguenza del trattamento ad opera di Ole Knudsen. Il danno, o addirittura il suicidio, potrebbe con ogni probabilità essere stato innescato dal trattamento inadeguato di Ole Knudsen, al punto che la Commissione ha scelto di lasciare che il dubbio andasse in favore di Danilo e ha riconosciuto il suicidio come danno subito dal paziente. L’evidenza ha portato a concludere che Ole Knudsen non si è accertato che Danilo fosse sotto controllo medico, nonostante il foglietto illustrativo del farmaco Sertralin avverta esplicitamente che la medicina come effetto collaterale può far aumentare il rischio di pensieri suicidi in giovani sotto i 25 anni. Il medico di base di Danilo quindi è stato criticato da diverse autorità per il suo ruolo nel caso, ma può tuttora continuare l’esercizio professionale senza essere soggetto ad alcuna restrizione o sanzione giuridica o economica. I pazienti presenti o futuri di Ole Knudsen sono e saranno all’oscuro dei gravi errori commessi dal medico. Il richiamo delle autorità si può solo leggere sui documenti inviati alla famiglia Terrida. Marianne e Denis si chiedono perché informazioni di tale importanza non sono disponibili al pubblico, per esempio nell’elenco dell’Istituto nazionale della sanità. Perché è necessario che i ristoranti, dove andiamo a mangiare, devono mettere bene in evidenza di essere oggetto di supervisione, incluse eventuali critiche, mentre i medici, ai quali ci rivolgiamo per essere curati da malattie più o meno gravi sono esonerati dallo stesso obbligo? Dove sono la tutela ed i diritti dei pazienti?

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