Guardia Medica – Per Hyldgård Jensen

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La guardia medica ha visitato Danilo in maniera superficiale.

La sera del 13 ottobre 2011, Danilo si è recato dalla guardia medica a Frederikshavn ed ha parlato con quello che in seguito si sarebbe rivelato l’unico medico che ha incontrato personalmente. La visita al servizio medico di emergenza è stato il primo grido di aiuto di Danilo dopo un periodo di malessere.
Nelle note della consultazione si legge che Danilo da lungo tempo è triste, di umore instabile, non riesce ad essere felice ed accusa disturbi del sonno. Inoltre Danilo dice di sentirsi solo e senza la forza di contattare altri. Il medico di guardia decide di dargli una pillola, 25 milligrammi di Buronil – un farmaco antipsicotico – come tranquillante. Danilo è stato poi rimandato alla scuola con l’indicazione di contattare un medico generico locale il giorno successivo, da che potesse entrare in contatto con uno psicologo o per eventuali ulteriori indagini.

Era corretto prescrivere a Danilo un farmaco antipsicotico?
La consultazione ha avuto luogo alle ore 21. Invece di richiedere direttamente la visita specialistica o dello psicologo, il medico ha rimandato Danilo alla scuola dopo avergli dato un farmaco antipsicotico per riportarlo ad una condizione di maggior tranquillità`. Questo stupisce Denis e Marianne, il cui figlio non aveva precedenti di disturbi psichici. Pertanto, essi ritengono che il medico, primo contatto in assoluto nel sistema sanitario, con la preparazione in medicina generale e non specialistica, non avrebbe dovuto dare a Danilo un antipsicotico. Danilo avrebbe dovuto essere inviato immediatamente ad uno psicologo o uno specialista, così da poter ottenere una diagnosi appropriata.

Visita medica superficiale.
Quando un paziente denuncia una profonda tristezza e un senso di solitudine, il medico, secondo la famiglia Terrida, dovrebbe indagare se il paziente può anche contemplare il suicidio. Se il medico ipotizza il rischio di suicidio, deve richiedere il pronto intervento psichiatrico e assicurarsi che il paziente ottenga immediate soccorso. La guardia medica ha preso in considerazione che Danilo potesse essere a rischio di suicidio? Non secondo la scheda sanitaria.
In seguito, dopo che i genitori di Danilo hanno denunciato il comportamento del medico al (Patientsombud) Difensore Civico, il medico stesso, nel suo rapporto, ha sottolineato di non avere altro da aggiungere: ” Desidero sottolineare al Difensore Civico che non dispongo di ulteriori informazioni riguardanti il paziente rispetto a quelle già da me scritte nella nota del 13.10. 2011”.
Il medico di guardia ha quindi confermato che disponeva solo delle informazioni su Danilo scritte nella nota medica. Non sapeva altro di Danilo. Eppure, 6 mesi dopo, e molti, molti pazienti più tardi, aggiunge, che “…Lui (leggi, Danilo) durante la visita non si è comportato in nessun modo come uno a rischio di suicidio …”.
L’aggiunta è parsa inaffidabile a Marianne e Denis, che si chiedono ancora oggi se quello non fosse in realtà nient`altro che un futile tentativo del medico di coprire il proprio errore, cioè non aver esaminato se Danilo fosse a rischio di suicidio- (Analisi primaria, che tutti i medici devono eseguire, a pazienti con una sospetta depressione).
Non considerando se Danilo avesse o meno pensieri suicidi, unicamente la sua venuta dalla guardia medica, dovrebbe essere una ragione sufficiente per essere controllato adeguatamente.
Pertanto la famiglia di Danilo ha denunciato al Difensore Civico il trattamento dato a Danilo dalla guardia medica, ma il ricorso è stata respinto.

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