Danilo Marcello Terrida

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Danilo Marcello Terrida
28.09.1991 – 25.10.2011

Profil-DaniloAlcuni nascono con l’innato istinto di aiutare gli altri, l’istinto di intervenire per un`ingiustizia, e difendere i più deboli. Così era Danilo. Guidato dal suo senso di giustizia e dal temperamento italiano di suo padre, non accettava che i grandi deridessero i piccoli, che qualcuno fosse messo da parte o maltrattato. In altre parole, era una persona sempre presente per gli altri, una persona di cui ci si poteva fidare e su cui poter contare. Nonostante i primi anni scolastici, segnati da episodi di bullismo subito e successivo cambio di scuola fossero stati duri, Danilo è cresciuto come un ragazzo sano e allegro.
La sua famiglia ricorda nitidamente le sue due più grandi passioni: un pappagallino di nome Speedy, che aveva dall’età di otto anni e che lo ha seguito ovunque dall’infanzia, che per tutta la famiglia era causa di “un´affettuosa irritazione”, al pari del secondo interesse di Danilo: Efterskole_start_2008_113il tenore italiano Andrea Bocelli, tutta la famiglia ha dovuto amarlo come Danilo, in quanto il volume non era mai sufficientemente alto quando era lui a cantare!
Da ragazzo, Danilo aveva un gran desiderio di fare un lavoro con cui poter aiutare il prossimo, in un primo tempo pensava di fare l’autista di ambulanze – cosa per cui però era troppo giovane- e poi, a 18 anni, ha scelto di fare il marinaio.
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Il sogno di fare il marinaio
La decisione arrivò dopo aver concluso un meraviglioso viaggio dalla Danimarca agli Stati Uniti e ritorno, a bordo del veliero “Skoleskibet Danmark”, che viene utilizzato per l’addestramento di ragazzi giovani sui compiti e sulle mansioni da svolgere su una nave. Sulla grande imbarcazione, si era sentito gratificato e a suo agio. Dopo questo viaggio perseguì il sogno di diventare marinaio, e intraprese un corso di formazione come assistente di bordo. Parte della formazione aveva luogo presso la scuola navale di Frederikshavn. Un periodo caratterizzato da momenti più e meno belli. Danilo è cresciuto nell’isola della Selandia, nella periferia di Copenaghen. Frederikshavn era molto distante da famiglia ed amici, quindi la prospettiva di tornare a casa era sempre vista come un traguardo felice all’orizzonte.
Purtroppo il tempo passava più lentamente di quanto Danilo desiderasse, e la vita quotidiana, spesso noiosa nella Jutlandia settentrionale, cominciava a renderlo irrequieto e scoraggiato. Questo è quanto lui stesso riferiva durante i regolari contatti con i suoi fratelli e i genitori. La maggior parte delle persone che ha provato ad essere lontana da casa per lungo tempo riconoscerà sicuramente questo senso di nostalgia per il luogo natale.

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Festa di compleanno, per i 20 anni di Danilo 1 ottobre 2011

Nessun disturbo psichico.
Alla luce che, Danilo mai precedentemente aveva avuto disturbi psichici – e mai fatto uso di farmaci antidepressivi o altro – i suoi racconti relativi alla vita quotidiana a Frederikshavn non rappresentarono un campanello di allarme per la famiglia e gli amici. Danilo rappresentava letteralmente un normale ventenne lontano da casa, il quale mai aveva dato motivo di temere che potesse togliersi la vita. Una cosa assolutamente impensabile. Ed è proprio questo il nocciolo della storia di Danilo. Nulla nel suo passato o nelle avversità che aveva affrontato additava ad un atto così estremo come il suicidio. L´ estremo ebbe luogo solo il 14 ottobre 2011, quando a Danilo per telefono e senza consultazione medica viene prescritto un´antidepressivo-comunemente chiamato “Pillole della Felicità” – di nome Sertralin.

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Funerale 1 novembre 2011

Una medicina che dopo pochi giorni l´ha portato a reagire in maniera totalmente opposta a quella che era la sua vera natura. Gli effetti collaterali hanno preso il sopravento, e Danilo non riusciva a comprendere la ragione del suo stato e neanche a ritrovare il suo innato temperamento con cui contrastare la forza delle pillole. 11 giorni dopo che gli è stato prescritto il farmaco, si è tolto la vita. Un gesto assolutamente lontano dal Danilo che famiglia, amici e soprattutto – Danilo stesso- conoscevano e amavano.

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