L`antidepressivo che uccise.

da_DKen_GBit_IT

DaniloPer Danilo Terrida martedí 25 ottobre 2011 inizia come un giorno qualsiasi. Danilo si alza e si prepara ad affrontare una nuova giornata presso la Scuola Navale di Frederikshavn. E come ha fatto durante gli ultimi 11 giorni, prende una di quelle pillole antidepressive, comunemente chiamate “pillole della felicitá”, che dovrebbero riportarlo ad uno stato di serenità.
Poco dopo squilla il telefono. E’ suo padre, Denis, che chiama da Gentofte, dall’altra parte del Paese, per sentire come sta. Danilo riferisce che il suo umore non ha subito cambiamenti, e questo porta Denis a parlare della gita per Oslo del prossimo venerdí, che Danilo ha progettato assieme a suo fratello Daniele, maggiore di due anni. Gita che Danilo attende con desiderio. In serata, verso le sei, Denis chiama di nuovo, Danilo sta andando al Blockbuster locale per riportare alcuni film; una faccenda qualsiasi in un martedì come un altro. Pertanto, Denis non è preoccupato quando riaggancia e si siede davanti al televisore per vedere la partita del Milan.

Nel frattempo Danilo si mette al computer e inizia a scrivere un`aggiornamento su Facebook. L’ultimo. Le sue parole spingono l’altro fratello di Danilo, David, a chiamare i genitori, chiedendo se Marianne e Denis sono al corrente di quanto ha scritto: ha intenzione di togliersi la vita.
“Non è possibile. Ora basta!” pensa Denis. Danilo deve tornare a casa. In realtá Denis non é particolarmente angosciato quando si siede al volante dell`automobile e si avvia in direzione di Frederikshavn. Certo, Danilo é triste, ma non si toglierebbe mai la vita. Inoltre, adesso prende quelle pillole per migliorare l´umore. Denis chiama il figlio, ma il telefono è spento. Così gli invia degli sms, dicendogli quanto gli vuole bene, in italiano, la sua lingua madre. Ormai la velocitá segnata dal tachimetro supera i 200 km orari. Ma é troppo tardi, Denis ha quasi raggiunto il ponte del piccolo Belt quando Marianne lo chiama:
“Denis accosta l`auto”. In sottofondo sente il pianto di uno dei fratelli. Marianne non ha dovuto aggiungere altro.

Questa é la storia di Danilo Terrida che si è impiccato ad una gru il 25 ottobre 2011. La storia di un ragazzo ventenne, a cui sono stati prescritti antidepressivi senza una vera e propria consultazione e dianosi, senza informarlo sugli effetti collaterali del farmaco, senza essere tenuto sotto osservazione dal medico, nonostante fosse ben noto nell´ambiente medico, il fatto che questi farmaci possono aumentare o creare tendenze suicide. Danilo si è tolto la vita 11 giorni dopo avere ingerito il primo antidepressivo. Questa è anche la storia della battaglia che i genitori di Danilo portano avanti da quando hanno perso il figlio. Una lotta per fermare l’uso sconsiderato dei farmaci antidepressivi, e una lotta per riportare i medici e le autorità sanitarie a riconoscere le proprie responsabilitá. Una lotta affinchè altri genitori non debbano subire la stessa sorte, e perdere i propri figli a causa di una medicina.